A+ A A-

Adesioni

Di seguito il logo che caratterizza l'anno associativo e l'articolo della segretaria nazionale.

 

(dal Il Maestro n. 12 2016).

Si apre la Campagna adesioni 2017. È un atto che quest’anno si pone all’interno del cammino associativo che avrà come traguardo la celebrazione del XXI Congresso nazionale AIMC, previsto per il 3-5 gennaio 2018.

Il titolo “Impegno di futuro” della Campagna adesioni di quest’anno preannuncia la portata di quest’appuntamento, che si colloca in un tempo denso di cambiamenti: il Paese si trova ad affrontare la riflessione sulle potestà istituzionali, la scuola è davanti al nuovo contesto della formazione con rimarcato ruolo dell’associazionismo professionale, la Chiesa, al termine dell’anno della Misericordia, riafferma l’impegno forte verso l’ecumenismo e il dialogo con altre religioni. Si tratta, pertanto, di un anno importante in cui l’Associazione può essere reale spazio diconfronto e progettazione sui temi che sono più cogenti e che interessano il nostro essere educatori all’interno di contesti socio-culturali sempre più complessi.

L’adesione all’AIMC si configura, perciò, come occasione per riconoscere il valore della crescita in corresponsabilità dei processi decisionali che ci accompagnano ogni giorno, superando contrapposizioni di ruoli, tipici di un’ottica contrattuale più che di una visione comunitaria che ci vede co-costruttori del “bene comune”.

Di fronte alla riflessione costituzionale A prescindere dall’esito del Referendum del prossimo 4 dicembre, il Paese avverte l’esigenza di rivedere quanto aveva tracciato la riforma del Titolo V della Costituzione. Nel 2001, la scelta di ridefinire le potestà delle singole autonomie istituzionali era stata prorompete e aveva consentito di riflettere sulla funzionalità dei processi decisionali.

Nella scuola, quanto delineato all’epoca, ha determinato molti contenziosi in relazione alla gestione di alcuni servizi, in particolare di quelli rivolti all’infanzia o alle scuole superiori. Anche in merito al dimensionamento e alla definizione di indirizzi per gli istituti superiori, i tavoli di concertazione si sono configurati, spesso, come luoghi di contrapposizioni politiche e non come fonte per linee progettuali comuni, capaci di garantire equità formativa, confermata nella gestione delle risorse successivamente assegnate.-

Il dibattito odierno, perciò, può essere occasione per riportare al centro il protagonismo delle scuole anche attraverso la rivisitazione del valore dell’autonomia scolastica che, oggi, è vista più come “risulta” di quanto indicato dai documenti/piani di indirizzo ministeriali, piuttosto che come occasione di crescita professionale e presidio di tutela di diritti costituzionali.

Anche il meccanismo di richiamare il Rapporto di Autovalutazione di scuola (Rav) o il Piano di Miglioramento (PdM) risulta di scarso valore, considerando la rigidità dei format di dette documentazioni, che hanno condizionato la riflessività interna alle scuole.

Altro nodo importante da tenere presente è la funzione degli Uffici scolastici all’interno del sistema nazionale di istruzione e formazione: a distanza di tempo, è fondamentale capire come tale ruolo è stato percepito e si è concretizzato nelle singole realtà territoriali, assumendo nel processo di analisi un “decentramento” volto a cogliere una visione nazionale dell’esistente.

continua a leggere l'articolo scaricando l'allegato

Allegati:
Scarica questo file (Campagna adesioni 2017.pdf)Campagna adesioni 2017.pdf[ ]206 kB