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Un avvio di confronto necessario

Un avvio di confronto necessario. E’ il commento del coordinamento nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola sull’incontro con il sottosegretario Giuliano e i componenti del suo staff.  Nel corso svolto il 14 aprile sono stati discussi i temi e le questioni presentate il  27 marzo 2019 sullo stato di attuazione del decreto 65/2017 sulla costituzione di un sistema integrato  per lo zero sei. Il coordinamento ha  ribadito   il ruolo centrale della scuola dell' infanzia per la sua funzione educativa, per la diffusione sull'intero territorio nazionale per la qualità dell'offerta per la sua specifica identità di prima scuola. 
Temi e questioni di grande rilevanza tra cui l'esigenza di valorizzare, diffondere e sostenere il modello delle sezioni primavera quale concreta risposta agli obiettivi del decreto istitutivo del sistema appare prioritaria. Gli investimenti finora  resi disponibili per il 2017, ove non spesi,   quelli per il 2018 e per il 2019  andrebbero utilizzati per favorire i servizi educativi rivolti ai piccoli in età compresa tra i  24 e i 36 mesi, anche in contrasto alla deriva degli anticipi. 

 Uno dei primi aspetti su cui  la Cabina di Regia  dovrebbe operare è  il monitoraggio sui criteri di ripartizione e sull’utilizzo dei fondi de piano nazionale. 

 Occorre  ridefinire i criteri di ripartizione che attraverso le diverse fasi possono colmare le fragilità dei territori  segnati da maggiore concreto  fabbisogno rimarcato in fase di prima applicazione. Gli interventi di perequazione sono particolarmente indicati in tal senso. 


Altro obiettivo da perseguire e’ riferito alla formazione servizio del personale già impegnato sia nella scuola dell’infanzia che dei servizi educativi come strumento di prevenzione di disagio professionale e per rinforzare l’alleanza educativa con  la famiglia.

Vanno rapidamente definiti gli orientamenti educativi per lo zero tre in coerenza con le indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del sistema di istruzione. 

Il coordinamento ha espresso il proprio dissenso rispetto all’ uso generalizzato delle videocamere di sorveglianza. La percezione degli  educatori e del personale scolastico  è di limitazione alla genuinità della relazione educativa. Il numero molto ridotto dei casi registrati ( in cinque anni sette nei  comunali e cinquantasei nelle scuole dell infanzia a fronte di cinquantamila sezioni funzionanti ) non giustifica interventi normativi che minano il rapporto di fiducia tra le massime istituzioni preposte alla educazione, famiglia scuola e strutture educative, trasformando queste ultime in soggetti da controllare, piuttosto che in luoghi di accoglienza, educazione ed inclusione. 

Anche la regionalizzazione del sistema nazionale dell’istruzione costituisce un rischio per l’istruzione e l’educazione dei più piccoli. Realizzare il modello del cominciare presto, cominciare bene non trova adeguate garanzie per la prosecuzione della esperienza  positiva della scuola dell’infanzia.  Gli effetti della gestione esclusiva dei servizi per l’infanzia in capo alle regioni ed alle profondissime differenze tra le eccellenze Emilia Romagna , Trentino e i fanalini di coda Calabria e Campania. Regionalizzare ciò che è unitario e nazionale è un dannoso tornare indietro. Per contenere questa deriva è necessario costruire alleanze con chi, anche nella amministrazione scolastica, condivide le stesse preoccupazioni.

Il coordinamento ribadice la propria disponibilità al confronto chiedendo al sottosegretario impegni fattivi   affichè le azioni suggerite trovino risposte  rapide e concrete. 

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